Lettera di motivazione in Svizzera: struttura ed esempi

Prima di scrivere

Nella Svizzera romanda una lettera di motivazione sta su una pagina A4, in tre parti: perché questa azienda e questo posto, che cosa ha da offrire, con le prove, poi la richiesta di un colloquio. L'oggetto indica il posto e dove l'ha visto. Lo stile è diretto e sobrio, la firma a mano, l'invio in PDF.

Queste regole non vengono da un coach. Le mettono nero su bianco gli enti che seguono chi cerca lavoro: l'opuscolo «Come presentare una buona candidatura?» della Segreteria di Stato dell'economia (SECO), distribuito dagli uffici regionali di collocamento (URC, in Romandia ORP), la guida dell'ufficio cantonale vodese di orientamento (OCOSP, in francese) e il centro carriere dell'Università di Losanna. Partiamo da questi testi e aggiungiamo i nostri esempi di formulazioni, prima e dopo.

Una precisazione per chi legge in italiano: per un posto in Romandia la lettera si scrive di norma in francese, salvo che l'annuncio chieda un'altra lingua. Per questo citiamo in francese le formule fisse, con la traduzione accanto; i nostri esempi di frasi sono in italiano, da trasporre nella lingua della lettera.

A che cosa serve la lettera, e chi la legge

La lettera serve a ottenere un colloquio, non un impiego. Il centro carriere dell'Università di Losanna lo dice così: lo scopo di un dossier è ottenere un colloquio, che serve poi a confermare la lettera, il CV e i certificati. L'opuscolo della SECO è ancora più netto: è valutando la lettera che il futuro datore di lavoro decide se convocarLa o no.

Non arriva mai da sola. Un dossier completo contiene la lettera, il CV, la copia di tutti i certificati di lavoro e quella dei diplomi. I certificati di lavoro possono sorprendere chi arriva da fuori: è il documento in cui il datore di lavoro descrive il posto e valuta il lavoro svolto. L'opuscolo della SECO ricorda che questa valutazione è un diritto, consiglia di non lasciare mai un impiego senza certificato, o almeno senza un attestato di lavoro, e di spedire solo copie.

Resta da capire quanto tempo Le verrà concesso. Il Cantone di Ginevra, nei consigli a chi è iscritto alla disoccupazione, riassume la situazione in una frase:

Estratto in francese della pagina del Cantone di Ginevra sul dossier di candidatura, rubrica sulla lettera di motivazione: anche se viene letta sempre meno, è ancora richiesta molto spesso negli annunci
La rubrica sulla lettera di motivazione della pagina ginevrina dedicata al dossier di candidatura e al CV, in francese: sempre meno letta, ancora molto richiesta. Fonte: ge.ch, letto il 17 ottobre 2026.

Meno letta, ma sempre richiesta: la lettera deve quindi capirsi in pochi secondi. Ciò che conta di più va in alto, e nulla deve costringere il selezionatore a cercare. Si comincia dalla lunghezza.

Quanto deve essere lunga una lettera di motivazione in Svizzera?

Una pagina A4, non di più. L'opuscolo della SECO lo scrive («Non superare una pagina A4»), la guida dell'OCOSP pure, e così il portale europeo EURES nella scheda sulla Svizzera: la lettera è dattilografata e non supera una pagina A4.

La guida vodese aggiunge la forma: stessa tipografia del CV, un carattere da 10 o 12 punti, un'impaginazione ariosa. Una volta sistemati l'intestazione, l'oggetto, la formula finale e la firma, resta spazio per tre o quattro paragrafi brevi. È voluto. Una lettera che sconfina su una seconda pagina dice soprattutto che non ha saputo scegliere.

Il CV invece può arrivare a due pagine, sia per la SECO sia per il Cantone di Ginevra. Non sposti quindi nella lettera ciò che ha il suo posto nel CV. La lettera spiega una scelta, il CV ne dà il dettaglio. Vediamo come riempire questa pagina, blocco per blocco.

La struttura di una lettera romanda, blocco per blocco

La lettera segue un ordine fisso. La guida dell'OCOSP lo descrive passo per passo, e l'opuscolo della SECO chiede le stesse tre parti al centro: i Suoi recapiti, il destinatario, luogo e data, l'oggetto, il saluto iniziale, l'introduzione, la parte centrale, la conclusione, la formula di cortesia, la firma, gli allegati.

Schema di una lettera di motivazione su una pagina A4 in nove blocchi numerati: recapiti, destinatario, luogo e data, oggetto che cita il posto e l'annuncio, introduzione, parte centrale, conclusione, firma a mano, allegati
I nove blocchi di una lettera di motivazione, nell'ordine. Regole: OCOSP Vaud e opuscolo della SECO; lettera e azienda: nostro esempio.

L'intestazione e l'oggetto

I Suoi recapiti vanno in alto: nome, indirizzo, telefono e indirizzo e-mail. Indirizzi la lettera alla persona indicata nell'annuncio. Se l'annuncio è sotto cifra, cioè anonimo, ne indichi il numero di riferimento. Indichi luogo e data.

L'oggetto è la prima cosa che vede chi la riceve, ricorda la SECO. La lettera deve dire come ha saputo del posto: un annuncio, il passaparola di un cliente o di un amico, l'URC. L'OCOSP vuole anche il luogo e la data di pubblicazione dell'offerta. Un oggetto completo sta su una riga:

Candidatura: assistente amministrativa all'80 %, annuncio del 10 novembre 2026 sul sito dell'azienda, rif. 4512

Nessun nome? La SECO consiglia di chiamare il centralino dell'azienda per saperlo: una lettera indirizzata a qualcuno fa sempre più effetto. Altrimenti «Madame, Monsieur» (Gentili signore, egregi signori) resta la forma corretta.

L'introduzione: prima l'azienda

Per l'OCOSP l'introduzione mette l'accento sull'azienda che assume e sul posto, non su di Lei. Bastano una o due frasi per mostrare che ha letto l'annuncio e guardato che cosa fa l'azienda. L'opuscolo della SECO propone di cercare su Internet, o nel registro di commercio, che cosa la distingue.

La parte centrale e la conclusione

Il cuore della lettera collega il Suo percorso ai requisiti del posto, con dei fatti. La conclusione indica i Suoi obiettivi e invita a proseguire il discorso in un colloquio. Seguono la formula di cortesia, la firma a mano, che la guida vodese chiede esplicitamente, e l'elenco degli allegati. La parte centrale è quella che richiede lavoro. Merita un metodo tutto suo.

Costruire la parte centrale a partire dall'annuncio

L'opuscolo della SECO propone un metodo semplice: divida un foglio in due colonne, con le Sue qualifiche ed esperienze da una parte e quelle richieste dall'annuncio dall'altra. Ne ricava una regola generale: è ragionevole candidarsi se il Suo profilo corrisponde almeno all'80 per cento di quanto richiesto. Inutile quindi spuntare tutte le caselle prima di scrivere.

Griglia a due colonne per un annuncio di assistente amministrativo all'80 % a Losanna: cinque requisiti accanto alle prove della candidata, quattro soddisfatti, uno in parte, cioè l'80 %, e le prove migliori che formano la parte centrale
Il metodo delle due colonne applicato a un annuncio. Metodo: opuscolo della SECO; annuncio e profilo: nostro esempio.

La griglia non serve solo a rassicurarLa. Le dà il contenuto della parte centrale: prenda le due o tre righe più forti e le trasformi in frasi. Per il CV, la SECO consiglia di sostenere ciò che afferma con dati misurabili e di scegliere verbi d'azione; la regola vale altrettanto per la lettera. Nel nostro esempio diventa:

Da sei anni gestisco la segreteria di una fiduciaria di Morges, dove seguo da sola 40 mandati di clienti in Excel. Il mio AFC di impiegata di commercio e questa esperienza rispondono direttamente al profilo descritto nell'annuncio.

E il requisito che non soddisfa? Lo dica in una frase, con ciò che sta facendo per colmare la lacuna: «Il mio tedesco è di livello B1; seguo un corso serale per arrivare al B2 entro l'estate.» Indichi il livello secondo il quadro europeo (da A1 a C2), come chiedono la guida vodese e il Cantone di Ginevra. Un selezionatore preferisce una lacuna dichiarata a una lacuna scoperta al colloquio.

Se l'annuncio Le lascia una domanda, la SECO suggerisce di chiamare la persona indicata nell'offerta prima di scrivere. Ne saprà di più sul posto, e potrà poi farvi riferimento nella lettera. Resta da trovare lo stile giusto per dire tutto questo.

Lo stile: diretto, preciso, senza frasi fatte

Lo stile atteso è sobrio e diretto. L'opuscolo della SECO riassume ciò che si aspetta in poche righe: frasi brevi e chiare, frasi personalizzate e mirate, niente stile eccessivamente elaborato. Consiglia anche di scrivere un testo proprio, anche partendo da un modello, perché è ciò che La distingue dagli altri candidati.

La trappola più comune è la qualità dichiarata senza prova. L'opuscolo lo mostra a proposito del colloquio, e l'esempio vale per la lettera: dire «sono una persona molto comunicativa» fa una cattiva impressione, mentre citare il progetto con cui ha facilitato la comunicazione con il personale dimostra la stessa cosa. Ecco alcune riscritture in questo spirito. Le frasi di partenza sono quelle che si leggono ovunque; le riscritture sono nostri esempi, da adattare al Suo percorso.

Frase da evitare Riscrittura
Mi permetto di inviarLe la mia candidatura. Il Vostro annuncio del 10 novembre per un posto di assistente all'80 % corrisponde a ciò che faccio da sei anni.
Sono dinamica, motivata e versatile. Nel 2025 ho assunto da sola l'accoglienza e la fatturazione durante il congedo di una collega.
Non ho esperienza in questo settore. I miei sei anni in una fiduciaria mi hanno insegnato il rispetto rigoroso delle scadenze che il Vostro servizio richiede.
Resto a disposizione per qualsiasi informazione. Un colloquio mi permetterebbe di presentarLe i dossier che ho seguito.

Per le formule, resti sul classico. Nella versione francese dello stesso opuscolo, la SECO preferisce lo stile diretto di «Vous remerciant de l'attention que vous voudrez bien porter à ma candidature» (ringraziando per l'attenzione che vorrà dedicare alla mia candidatura) a un «Je serais heureux» (sarei felice), e per l'e-mail cita «Madame, Monsieur» e «Sincères salutations» (distinti saluti). Eviti anche di scusarsi: per il CV, l'opuscolo chiede già di evitare affermazioni negative, imprecise o vaghe, e la regola vale per la lettera. Le situazioni delicate si dicono meglio con una frase pronta.

Formulazioni per i casi delicati

Quattro situazioni ricorrono spesso, e le fonti ufficiali danno per ognuna una linea di condotta.

Un buco nel CV. La SECO consiglia di non nasconderlo e di citarlo nella lettera, per esempio: «Durante il colloquio avrò modo di parlarLe del periodo di inattività del 2024.» Meglio riconoscerlo, ricorda l'opuscolo, che nascondersi dietro bugie che possono essere scoperte facilmente.

Le referenze. La SECO consiglia di non metterle nel CV e di comunicarle su richiesta o al colloquio; la guida vodese invece riserva loro una rubrica del CV. Nella lettera, se l'annuncio le chiede, basta una frase: «Sarò lieta di fornirLe le mie referenze in occasione di un colloquio.» Avvisi le persone interessate prima di fare il loro nome.

Le pretese salariali. Ne parli solo se l'annuncio le chiede. L'opuscolo della SECO colloca la questione dello stipendio tra quelle del colloquio, e orientamento.ch consiglia di presentarsi con cifre concrete sul salario abituale per il posto e di puntare alla parte alta della fascia salariale. Il nostro consiglio, se l'annuncio insiste: una forchetta annua lorda, senza giustificarla con le Sue spese.

Il permesso e le lingue. Il permesso di soggiorno figura nei dati personali del CV, secondo la guida vodese. Nella lettera lo menzioni solo se cambia qualcosa per il datore di lavoro, per esempio la data in cui può iniziare. Per chi cambia professione vale la stessa logica: spieghi la scelta in una frase, poi mostri ciò che si può trasferire.

Una volta scritta la lettera, resta da spedirla senza rovinarla.

Inviare la candidatura per e-mail o su un portale

Oggi le candidature si presentano di solito in formato digitale, per e-mail o sul portale dell'azienda, nota orientamento.ch, che raccomanda di verificare di aver caricato correttamente i documenti, possibilmente in PDF. Molte aziende, soprattutto grandi, fanno candidare sul proprio sito, nota la SECO. Lo Stato di Ginevra, per esempio, chiede in generale un CV aggiornato, una lettera di motivazione, i certificati di lavoro e i diplomi e una copia del documento d'identità, da allegare al modulo entro il termine dell'offerta.

Per l'invio via e-mail, l'opuscolo della SECO è preciso:

  • L'oggetto del messaggio indica il posto e la fonte, per esempio «Candidatura per la posizione di responsabile al 50 %, in risposta al Vostro annuncio su Le Temps». «La mia candidatura» non basta.
  • Un messaggio per candidatura, mai un invio a molte aziende insieme.
  • La lettera va nel corpo del messaggio o in PDF allegato. In questo caso il messaggio resta breve.
  • Al primo contatto bastano il CV con foto e la lettera. Se Le chiedono il resto, riunisca tutti i documenti in un solo PDF di cinque pagine al massimo e di meno di 2 MB.
  • Scriva da un indirizzo serio con il Suo nome, mai dall'e-mail dell'ufficio del datore di lavoro attuale, e alla persona responsabile piuttosto che a un indirizzo come info@azienda.ch.

Conservi anche la versione modificabile: nei suoi consigli per chi cerca un apprendistato, orientamento.ch raccomanda di conservare la lettera in formato Word per adattarla a ogni nuova candidatura. Queste precauzioni evitano gli errori di forma. Restano quelli di sostanza.

Gli errori che costano un colloquio

Il più frequente è la lettera passe-partout. EURES osserva che nelle candidature spontanee le lettere standard passano spesso inosservate, e la SECO chiede una lettera mirata anche per una candidatura breve.

Poi vengono gli errori di ortografia. L'opuscolo della SECO chiede una lettera senza errori e consiglia di rileggerla a mente fresca, un paio d'ore dopo o il giorno seguente, ponendosi quattro domande: ci sono tutti i punti importanti, è soddisfatto della descrizione di sé, il messaggio è chiaro, e leggendo la lettera viene voglia di conoscerLa meglio? L'OCOSP aggiunge di farla rileggere da una persona che padroneggia il francese.

Gli altri errori sono più discreti: ricopiare il CV invece di spiegare una scelta, scrivere male il nome dell'azienda o della persona, superare una pagina, o spedire gli originali dei certificati. La SECO insiste su quest'ultimo punto: i certificati sono documenti insostituibili, basta una copia e non serve autenticarla. Se è iscritto alla disoccupazione, un ultimo errore costa più di un colloquio.

Se è iscritto all'URC

Le Sue lettere servono anche da prova. L'ordinanza sull'assicurazione contro la disoccupazione (OADI, art. 26) chiede ricerche mirate, di regola sotto forma di candidature ordinarie, e una prova consegnata al più tardi il quinto giorno del mese seguente, o il primo giorno lavorativo successivo. Dopo questo termine, senza un valido motivo, le ricerche non contano più. L'opuscolo «Disoccupazione» della SECO precisa che le candidature spontanee sono considerate soltanto in modo complementare.

L'ordinanza non fissa un numero di ricerche. Ginevra, per esempio, chiede almeno 2 candidature alla settimana, cioè 8 al mese, già prima dell'iscrizione alla disoccupazione. La guida vodese dell'ORP (in francese) chiede di conservare le copie delle candidature e delle risposte ricevute, dal momento in cui sa di perdere il lavoro.

Archivi quindi ogni lettera con l'annuncio a cui risponde, la data d'invio e la risposta. La SECO consiglia di conservare anche le risposte negative. Una lettera fatta in fretta solo per fare numero non La aiuta: l'URC controlla le Sue ricerche ogni mese, e ricerche insufficienti possono comportare la sospensione delle indennità. Quanto costa in franchi è spiegato nel nostro articolo sulla disoccupazione in Svizzera.

Dopo l'invio: sollecitare senza insistere

Sollecitare è consigliato. Se dopo qualche giorno non riceve alcuna conferma, l'opuscolo della SECO consiglia di telefonare per accertarsi che il dossier sia arrivato e ribadire che il posto La interessa; il suo calendario tipo parla di farsi vivi dopo circa dieci giorni senza risposta. Eviti le domande che non Le dicono nulla di nuovo, come lo svolgimento della procedura di selezione.

La Sua prossima lettera

Apra l'annuncio che La interessa, compili la griglia delle due colonne, poi scriva l'introduzione per ultima: spesso è lì che si vede meglio che cosa rende questo posto diverso dagli altri. Le offerte attuali nella Svizzera romanda sono sulle nostre pagine Losanna, Ginevra e amministrazione.

Domande frequenti

La lettera di motivazione va scritta a mano?
No, a meno che l'annuncio non lo chieda. L'ufficio vodese di orientamento consiglia di scrivere la lettera al computer, con la stessa tipografia del CV. Solo la firma si fa a mano. Per un invio online, il portale orientation.ch suggerisce di scansionare la firma e di aggiungerla alla lettera prima di salvarla in PDF.
La foto va sulla lettera di motivazione o sul curriculum?
Sul curriculum. La guida vodese la indica come richiesta di solito, e il Cantone di Ginevra chiede una foto recente e professionale, centrata sul viso. La lettera non ha foto.
Bisogna indicare il permesso di soggiorno nella lettera di motivazione?
Il suo posto è nei dati personali del CV, insieme alla nazionalità, come raccomanda la guida vodese. Nella lettera basta una frase se l'annuncio lo chiede o se il Suo statuto cambia la data in cui può iniziare.
Una candidatura spontanea conta come ricerca di lavoro per l'URC?
Conta, ma solo come complemento. La SECO ricorda che le ricerche vanno fatte di regola con i metodi usuali di candidatura, e che le candidature che non rispondono a un'offerta concreta sono considerate soltanto in modo complementare. Ne conservi la copia come per le altre.
Si può usare la stessa lettera di motivazione per più offerte?
Può tenere la stessa base, non la stessa lettera. Nei consigli per chi cerca un apprendistato, orientamento.ch raccomanda di conservare la lettera in formato Word per adattarla a ogni candidatura e di spedire la versione finale in PDF. Oggetto, introduzione e parte centrale cambiano ogni volta.

Altri articoli

Tutti gli articoli